zeldathemes
“E tu, che sogno stai inseguendo? O forse dovrei dire: quale incubo sta inseguendo te?”

eyesofraven:

Love By Sophia Burset

Stiles: Sai che quando stai affogando, non inali realmente finché non svieni? E’ chiamata apnea volontaria. E’ come se, non importa quanto tu stia avendo paura, l’istinto di non fare entrare l’acqua è così forte che non apri la bocca fin quando non senti che la testa sta esplodendo.
Ma poi, quando finalmente inspiri, ecco quando smette di far male. Non fa più paura, è una sorta di pace in realtà.
Ms. Morrell: Stai dicendo che speri che Matt abbia avuto un po’ di pace nei suoi ultimi momenti?
Stiles: Non mi dispiace per lui.
Ms. Morrell: Riesci a dispiacerti per il Matt di 9 anni che è affogato?
Stiles: Il fatto che un gruppo di idioti l’abbia trascinato in una piscina dove non sapeva nuotare, questo non gli da’ affatto il diritto di andare ad ammazzarli tutti, uno per uno.
E comunque, mio padre mi ha detto che hanno trovato un sacco di foto di Allison sul computer di Matt. E non solo sue. Cioè, lui si è inserito nelle foto con photoshop. Cose come, loro che si tengono la mano e si baciano. Come se avesse costruito un’intera relazione finta.
Allora sì, magari affogare quando aveva 9 anni è stato ciò che l’ha mandato fuori di giri, ma quel ragazzo era già decisamente fuori di testa.
Ms. Morrell: Una cosa positiva, però, è uscita fuori. Giusto?
Stiles: Sì. Sì, ma sento che c’è ancora qualcosa di strano tra noi. Non so. Tipo la tensione quando parliamo. La stessa cosa con Scott.
Ms. Morrell: Gli hai parlato da quella sera?
Stiles: No, quasi per niente. Cioè, lui ha già i suoi problemi da affrontare. Non credo abbia parlato nemmeno con Allison, ma questa potrebbe essere stata più una sua scelta. La morte della madre l’ha scossa molto, ma credo l’abbia fatta avvicinare al padre.
Jackson? Jackson non è stato molto se stesso ultimamente. In realtà la cosa divertente che, adesso, Lydia è l’unica che sembra la più normale.
Ms. Morrell: E tu, Stiles? Hai un po’ d’ansia per la partita di campionato di domani sera?
Stiles: Perchè me lo sta chiedendo? No, io.. io non gioco veramente. Ma, dal momento che uno dei miei compagni è morto e l’altro è scomparso, chi lo sa, giusto?
Ms. Morrell: Intendi Isaac, uno dei tre fuggitivi. Non hai sentito più nessuno dei tre, no?
Stiles: Come mai non sta annotando nulla?
Ms. Morrell: Lo faccio dopo l’incontro.
Stiles: La sua memoria è così buona?
Ms. Morrell: Perchè non torniamo a parlare di te? Stiles?
Stiles: Sto bene. Sì, a parte che non dormo, salto per ogni cosa, la paura costante, irrefrenabile, schiacciante che qualcosa di terribile stia per accadere.
Ms. Morrell: E’ chiamata “ipervigilanza”, la sensazione persistente di essere in pericolo.
Stiles: Ma non è solo una sensazione. E’.. è come un attacco di panico, come se non riuscissi neanche a respirare.
Ms. Morrell: Come se stessi affogando?
Stiles: Sì.
Ms. Morrell: Allora, se stai affogando, e provi a tenere la bocca chiusa fino all’ultimo momento, cosa accadrebbe se scegliessi di non aprire la bocca per non fare entrare l’acqua?
Stiles: Beh, si fa comunque, è un riflesso.
Ms. Morrell: Ma se tieni duro fino a quando il riflesso non si manifesta, hai più tempo, no?
Stiles: Non molto tempo.
Ms. Morrell: Ma più tempo per combattere per andare in superficie.
Stiles: Credo di si.
Ms. Morrell: Più tempo per essere salvato.
Stiles: Più tempo per stare in agonia. E si è dimenticata della parte in cui senti come se la tua testa stia esplodendo?
Ms. Morrell: Se è per sopravvivere, non vale la pena soffrire un po’?
Stiles: E se peggiora e basta? E se è sofferenza adesso e poi.. poi solo l’inferno dopo?
Ms. Morrell: Allora pensa a quello che Winston Churchill disse una volta: «Se stai attraversando l’inferno, continua a camminare.»
Teen Wolf, Battlefield. 

 

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Zhi yin. Una volta Jem aveva detto a Tessa che significava capire la musica, nonché un legame che era più profondo dell’amicizia. Jem aveva suonato, e aveva suonato gli anni della vita di Will così come li aveva visti. Aveva suonato due ragazzini in una sala delle esercitazioni, uno dei quali mostravo all’altro come lanciare coltelli, aveva suonato il rituale dei parabatai: il fuoco e i voti e le rune ardenti. Aveva suonato due ragazzi che correvano per le strade di Londra al buio, fermandosi per appoggiarsi a un muro e ridere insieme. Aveva suonato il giorno in cui, nella biblioteca, lui e Will avevano scherzato con Tessa a proposito delle anatre, e aveva suonato il treno diretto nello Yorkshire, dove lui aveva detto che i parabatai erano destinati ad amarsi a vicenda come amavano le proprie anime. Aveva suonato quell’amore, e aveva suonato il loro amore per Tessa, e il suo per loro, e aveva suonato Will che diceva: soltanto nei tuoi occhi trovavo la grazia. Aveva suonato le volte – troppo poche – in cui li aveva visti da quando era entrato nella Fratellanza, i brevi incontri all’istituto; la volta in cui Will era stato morso da un demone Shax ed era stato per morire, e lui era accorso dalla Città Silente e aveva passato la notte al suo fianco, rischiando di essere scoperto e punito. E aveva suonato la nascita del loro primo figlio, e la cerimonia di protezione che era stata eseguita sul piccolo nella città silente. Will non aveva voluto altro Fratello Silente che Jem per compierla. E aveva suonato il modo in cui aveva nascosto il viso pieno di cicatrici tra le mani e si era girato, quando aveva scoperto che il nome del bambino era James. Aveva suonato l’amore e la perdita e gli anni di silenzio, le parole non dette e i voti non espressi, e tutti gli spazi tra il suo cuore e il loro; e quando ebbe finito ed ebbe riposto di nuovo il violino nell’astuccio, gli occhi di Will erano chiusi, ma quelli di Tessa erano pieni di lacrime. Jem aveva posato l’archetto e si era avvicinato al letto, tirando indietro il cappuccio, in modo che lei vedesse i suoi occhi chiusi e il suo viso deturpato. E si era seduto accanto a loro sul letto e aveva preso la mano di Will, quella che Tessa non teneva, e sia Will sia Tessa avevano sentito la sua voce nelle loro menti.
“Ti prendo la mano, fratello, così che tu possa andare in pace.”
Will aveva aperto gli occhi azzurri, che col passare degli anni non avevano mai perso il loro colore, e aveva guardato Jem e Tessa, e aveva sorriso, ed era morto, con la testa di Tessa sulla spalla e la mano in quella di Jem.
Shadowhunters TID, Clockwork Princess. 
–Te l’avevo detto, Jem, che non mi avresti lasciato– disse Will, con la mano insanguinata sul manico del pugnale. –E sei ancora con me. Quando respirerò, penserò a te, perché senza di te sarei morto da anni. Quando mi sveglierò e quando dormirò, quando alzerò le mani per difendermi o quando mi stenderò per morire, tu sarai con me. Tu dici che rinasciamo all’infinito. Io dico che c’è un fiume che divide i morti dai vivi. Quello che so è che, se nasceremo di nuovo, ti incontrerò in un’altra vita, e se c’è un fiume, aspetterai sulle sue rive che io ti raggiunga, in modo che possiamo attraversarlo insieme.–
Will fece un profondo respiro e lasciò andare il pugnale.
Ritrasse la mano. Il taglio sul palmo si stava già rimarginando, conseguenza della mezza dozzina di iratze sulla sua pelle. –Hai sentito, James Carstairs? Siamo legati, io e te, sullo spartiacque della morte, per tutte le generazioni a venire. Per sempre.
Shadowhunters, Clockwork Princess, Will Herondale. 
All Lightwoods look the same to me.
Magnus Bane, Clockwork Princess.